Un bosco tetro nelle campagne ungheresi, una notte buia e un castello misterioso: una sconosciuta che si perde e batte alla porta. Scoprirà che oltre le mura di quell’apparente rifugio si nasconde un terribile segreto.
Un bosco tetro nelle campagne ungheresi, una notte buia e un castello misterioso: una sconosciuta che si perde e batte alla porta. Scoprirà che oltre le mura di quell’apparente rifugio si nasconde un terribile segreto.

Mimì è una viaggiatrice, non perchè abbia girato il mondo, ma perchè il mondo, con la sua storia, ha cambiato lei. Ormai donna, decide di fare il primo grande viaggio della sua vita: mettersi su un aereo per incontrare il proprio, perduto, passato. Non si tratta di un ritorno, però, perchè il viaggio della vita l’ha già cambiata irrimediabilmente, cancellando ciò che era, o forse, trasformandola ormai irrimediabilmente. Mimì viaggia, solo per capire che nessuno è mai uguale a com’era anche solo qualche minuto prima: tutto scorre e nessun viaggiatore, come tutti sottoposto allo scorrere del tempo, può mai ritornare ciò che era prima.
Racconto pubblicato in una raccolta a seguito della partecipazione ad un concorso letterario (“Concorso Letterario 2019 – L’immagine parla – “Il maestrale”).

Sentivo ancora il ticchettio della tastiera del computer d’ufficio nella testa. Una cosa senza dubbio poco piacevole. Era la vigilia del mio primo giorno di ferie, e dentro di me la consideravo come fosse la vigilia di Natale. Ma non c’é relax senza un buon libro. Ultimamente ho letto dei libri che non mi hanno appassionato, che ho lasciato a metà. Mi sono un pó sentita come il protagonista di Se una notte d’inverno un viaggiatore, di Italo Calvino, dove il protagonista per un motivo o per un altro é sempre costretto ad interrompere la lettura di un romanzo per iniziarne un altro. O come Virginia Woolf, in Una stanza tutta per sé, dove nell’ultima parte del libro narra come abbia richiuso un romanzo perché le era passata la voglia di leggerlo. In ogni caso, la tyche ( leggi /tuke/) non perdona, come ci insegnano i greci, e ha voluto che mi venisse regalato un romanzo di Paulo Coelho: La Strega di Portobello. Perché no, mi sono detta. Devo dire che Coelho é un autore particolare: per certi versi alcuni dei suoi libri sono da considerarsi massime eterne da aforismario, per altri queste massime risultano troppo pesanti, a lungo andare. Ma ci sono libri di Coelho che sono vere e proprie storie, che ti fanno in qualche modo aguzzare l’ingegno e cercare un possibile significato, o morale, che l’autore stava perseguendo scrivendo. La Strega di Portobello, ad esempio, narra la controversa vicenda di Athena, una bambina adottata da ricchi genitori libanesi, prima che scoppiasse la guerra in Libano, e che risulta essere figlia non voluta di una zingara rumena. Coelho interroga con questo romanzo la natura dei rapporti interpersonali con il diverso e la ricerca incessante della propria identità, che può rivelarsi un percorso mistico. Raggiungere il punto più intimo del nostro essere, scoprendo parti nascoste che non avremmo mai pensato potessero esistere, può essere infatti un qualcosa di scomodo. Ma ancora più scomodo é fronteggiare un altro che non capiamo, una cultura diversa, un mondo estraneo a noi, che ci sembra quasi demoniaco. Ecco perché Athena diventa “la strega di Portobello.” Il tema dell’identità e della paura dell’altro sono senza dubbio temi attuali, con cui potremmo dilettarci per giorni, settimane. Bisogna avere più fiducia in se stessi e nell’altro, perché “ciascuno di noi possiede una parte sconosciuta che, quando si rivela, é in grado di compiere miracoli.” (Coelho, La Strega di Portobello).
Dunque, perché leggere Coelho durante le ferie?
1. Trovo che fare una vacanza sia un buon modo per fermarsi e disintossicarsi dai problemi, e Coelho ha un linguaggio rilassante, pacifico, che spinge alla meditazione. – Com’era quel consiglio famoso e super eccitante che bisogna seguire quando si vuole ritrovare se stessi? Ah si, mangia, prega, ama.–
2. Coelho affronta sempre tematiche interessanti, sotto una luce mistica, che permette al nostro inconscio, attraverso il linguaggio generale dell’autore, di indagare le questioni più intime che affliggono il nostro intimo, spingendoci ad una seria, ma leggera, riflessione.
3. Dobbiamo pur leggere qualcosa al mare, giusto? (Ironic tone)
Come dice Coelho, “Solo le anime forti si lasciano trasportare.”
